Leonardo Fabbri, dalle mutande porta fortuna al rapporto con Dal Soglio

Prima della crisi sanitaria mondiale che stiamo vivendo in questo momento abbiamo incontrato Leonardo Fabbri, atleta che nell’ultimo anno ha fatto parlare molto di sé frantumando Record Italiani, mettendosi al collo medaglie d’oro ai Campionati Italiani e conquistando l’ambito pass per le Olimpiadi, che sono ufficialmente rimandate di un anno.

Come tanti altri atleti prima di lui, anche Leonardo ha deciso di stravolgere la sua vita, cambiare città e allenatore per provare a realizzare i suoi sogni nel cassetto. Atleta dell’Aeronautica dal 2018, si allena a Bologna insieme a Paolo dal Soglio, medaglia d’oro ai Campionati Europei Indoor di Stoccolma 1996 ed ex primatista italiano.

Ciao Leonardo, raccontaci come hai iniziato a fare atletica. Hai sempre fatto getto del peso?

Ho iniziato a fare atletica a 6 anni; il mio babbo correva e mi ha portato da sempre al campo scuola. Da esordiente ho vinto la prima gara da 50m. Babbo era contento, pensava di avere un figlio velocista, poi ho iniziato a fare gare di lanci e a crescere in altezza e larghezza e sono arrivato a lanciare. All’inizio mi piaceva più il disco ma facevo tanto in allenamento e poi in gara non riuscivo a rendere, mi irrigidivo sempre. Nel peso invece era il contrario.

Il tuo obbiettivo di questo anno saranno i Campionati Europei di Parigi, cosa ti aspetti?

Di arrivare in finale sicuramente. Lanciando 21 posso arrivare o sul podio o vicino al podio. C’è un livello altissimo però avendo lanciato 21.40m costantemente penso di poter puntare a qualcosa di buono. Al momento sono 5° al mondo e 4° in Europa.

C’è un rituale che compi prima di una gara?

Ho sempre le stesse mutande ad ogni gara. Adesso sono del Re Leone, me le ha regalate la mia ragazza. Ci ho fatto le prime quattro gare tutte a 21m, stanno portando molto bene. Lo scorso anno ne avevo un paio che ho usato dal mio primo campionato italiano nel 2011. All’epoca erano viola per la fiorentina, adesso sono rosina e bucherellate quindi ho pensato di cambiarle. Tanto le gare le ho sbagliate anche con quelle mutande.

Ai C.d.S coprirai anche il disco per la tua squadra civile, la Firenze Marathon?

Forse sì, se riesco lo faccio volentieri. Vediamo come sono impegnato.

Abbiamo visto un piccolo Daniele Fabbri gareggiare nel peso ai Campionati Italiani Allievi Indoor, che rapporto avete? C’è rivalità?

Non c’è rivalità, abbiamo un bellissimo rapporto. Siamo nati lo stesso giorno e abbiamo 7 anni di differenza. Siamo uguali, uguali, uguali, movimenti, faccia, lui ha i capelli un pochino più chiari di me ma per il resto siamo identici. Lui è un po’ più piccolo fisicamente. Farà il disco quindi ci sarà un po’ meno rivalità. Se avesse fatto il peso ce ne sarebbe stata di più. Speriamo possa andare bene. È al primo anno allievo e farà le sue prime gare importanti.

Sei uno degli atleti italiani più in vista in questo periodo. Riesci a gestire la pressione data dalle aspettative di chi ti segue?

Avevo chiesto che ad Ancona ci fosse tanta gente perché è una cosa che mi gasa. Magari può creare un po’ di tensione ma se ti crea pressione fare un campionato italiano immaginati un mondiale o un’olimpiade con uno stadio pieno.

L’anno scorso ho un po’ accusato le aspettative riguardo ai risultati. Avevo fatto 20.69, 20.45 sotto il diluvio e pensavo che la gente volesse il 21 ma ho imparato a fregarmene. Penso al mio. Alla fine non devo niente a nessuno, lo devo solo a me, al mio allenatore e alla mia società. Lavoro con serenità.

In questo anno hai fatto dei grandi progressi, cosa è cambiato?

Sicuramente il lavoro di Paolo. Lo scorso anno con solo un anno non ho potuto stravolgere tantissimo, abbiamo lavorato gradualmente. Questo anno tecnicamente abbiamo lavorato molto bene in inverno e ha dato i suoi frutti. A Bologna abbiamo una stanzetta, un ex magazzino. Ho fatto un po’ di buchi sul tetto. Il campo è del centro sportivo dei Carabinieri, una pista di 300m.

Che rapporto hai invece con il tuo allenatore, Paolo dal Soglio? Come ha reagito al tuo 21.32m che ha battuto il suo record?

È bravo in pedana ma anche fuori, riesce a gestirmi. Ha tanta esperienza, è stato un grande atleta. All’inizio l’ho visto un po’ strano ma è molto contento perché stiamo lavorando bene. Avevano misurato 21.23, era il record della provincia sudafricana. Lo hanno dovuto omologare e lo hanno misurato di nuovo ma si sono accorti che mancavano 9cm. Fino a quel momento avrei eguagliato il suo record. Poi è venuta fuori la misura reale, 21.32.

Come gestisci la tua alimentazione?

Sto seguendo una dieta a zona con Diego Fortuna. È stato uno degli step più importanti rispetto all’anno scorso. Lo scorso anno andavo spesso al Mc Donald, ne abusavo un pochino. Questo anno mi sto controllando e sta dando i suoi frutti. Sono 6 pasti al giorno, 3 principali e 3 spuntini. 40% carboidrati, 30% proteine, 30% grassi. In caserma vado a occhio, non posso pesarla.

Ascolti qualche canzone particolare prima di una gara?

Prima della gara ascolto rock cattivo, ogni gara cambio. Ho una playlist diversa. Quella di Ancona mi ha gasato un sacco.

Qual è la tua giornata tipo?

Sveglia alle 7.30, colazione entro le 8 e lanciamo verso le 9.30-10.00 a seconda del carico di lavoro. Poi pranziamo e riniziamo ad allenarci verso le 16.30-17 e poi verso le 19 andiamo a cena perché alle 20 chiude la mensa e ci buttiamo a letto. Sto a Bologna dal lunedì al venerdì. Doppio ogni giorno tranne il mercoledì e il sabato. Il sabato devo fare pesi quindi sto a Firenze

Quando hai capito che era il momento di cambiare allenatore?

Ho passato un periodo in cui sentivo di avere bisogno di cambiare qualcosa. Avevo visto in Paolo la persona giusta perché ci avevo fatto dei raduni a Tirrenia e a Schio e avevo visto che funzionava. Franco mi ha dato tantissimo, è quasi un nonno ma comincia ad avere la sua età e non riusciva a venire al campo mattina e sera per seguire me. Lui poi sta a Lucca e doveva prendere il treno ogni volta.

Che misure ti aspetti da questo 2020?

Al di là della misura mi aspetto di consolidarmi intorno al 21.50 e lanciare il più possibile sui 21 avvicinandomi al 22m.

Quando i 22?

Spero presto.

Come superi i tuoi momenti bui?

L’anno scorso ho avuto un momento buio, avevo fatto tutte le gare a 20m e volevo spaccare il mondo ma ho iniziato a fare gare sui 19m. Sono stato tutta la notte sveglio a chiedere scusa a Paolo. La volta dopo ho fatto 20.50. Penso che queste gare sbagliate servano. Le affronto una per volta. Finisco la gara o l’allenamento, mi faccio la doccia e non ci penso. Devi vedere sempre il positivo e le cose belle che servono.

Foto Chiara Montesano/trackarena.com

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