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Almaz AyanaLa frizzante serata romana di ieri, ha finalmente aperto le danze, alzando dell’Olimpico e del Golden Gala Pietro Mennea, tappa della Diamond League sempre attesa con trepidazione da tutto il popolo atletico italiano.

La copertina della rassegna, così come la proclamazione all’unanimità per la ”prestazione di giornata” spetta ad Almaz Ayana. L’atleta etiope, al ” ai vostri posti” dei 5000m, aveva già in mente un unico obiettivo: il primato mondiale dei 5000m.

Ai 1000m il passaggio è giusto, anche ai 2000m ma ai 3000m il ritmo delle gambe della Ayana ha pagato qualcosa. Giunta all’ultimo giro, l’etiope si è involata cercando quel 400 in 1’05” che le avrebbe consegnato il primato. Passato sul traguardo, Tirunesh Dibaba ha potuto tirare un sospiro di sollievo: Almaz Ayana ha concluso l’ultimo giro in 1’06” e fermato il cronometro a 14’12”59 , secondo crono della storia per la specialità, ad un secondo e mezzo dal primato che Dibaba senior firmò nel 2008. Per Ayana la corsa al record è solo rimandato, magari insieme ad una sfida testa a testa con Dibaba Junior, Genzebe.

Per il tifo italiano però, gli occhi sono stati tutti per Gianmarco Tamberi, il quale, insieme a Marco Fassinotti, ha dovuto vedersela con Mutaz Barshim e Bohdan Bondarenko. Rispetto alle prime uscite outdoor, il livello generale ha ricominciato a salire dopo l’apice dei Mondiali Indoor, segno che la preparazione è ripartita a spron battuto.

Gianmarco TamberiLa gara inizia a scaldarsi ai 2,27m, misura passata da tutti. A 2,30m si fermano Barshim e Fassinotti, mentre Tamberi vola al secondo tentativo, andando a far compagnia a Robbie Grabarz, Zhang Guowei e Bohdan Bondarenko. Passati al 2,33m , solo Bondarenko riesce a mettere la zampata vincente, provando poi senza successo i 2,36m. Contento per la sua prestazione, Gianmarco Tamberi ha dichiarato che era ciò che si aspettava dal suo attuale stato di forma, continuando a lavorare con l’obiettivo, giustamente, di giungere a Rio con la miglior forma possibile.

Gran prova nei 400m uomini, dove si sono potuti vedere i volti del nuovo movimento africano del giro della morte: il campione del Mondo Wayde Van Niekerk e Isaac Makwala, oltre all’outsider di Kirani James, il giovane Bralon Taplin.

Involatosi con una partenza decisa, Van Niekerk è passato velocissimo a metà gara, arrivando ai 300m in testa, iniziando quindi a chiudere il passo per non far vincere l’acido lattico. Nelle retrovie, scontro serrato tra Taplin e Makwala. 44”19 per Van Niekerk, 44”43 per Taplin e 44”85 per Makwala. Chiude le fila Matteo Galvan in 46”06, in crescita verso il sub-46.

Dal giro ai due giri, questa volta al femminile, dove Caster Semenya è rientrata alle competizioni senza troppi complimenti, anzi, ha distrutto la concorrenza, vincendo in 1’56”64 dopo 100m di arrembaggio ed 80m di volata solitaria verso la vittoria. La gara si è rivelata di altissimo tasso tecnico: sette atlete sotto i due minuti. Nella serie B 7^ Irene Baldessari in 2’04”46, mentre una caduta ha frenato la corsa di  Marta Zenoni.

Parliamo adesso dei piè veloci: 100m e 200m. L’antipasto ha visto due batterie ”B” per così dire dei 100m, sia uomini che donne.

James Dasaolu ha mostrato tutta la sua superiorità in mezzo ad avversari non alla sua altezza: 10”11 senza complimenti ed il vuoto dietro. Tra le donne invece la vittoria è andata ad una pimpante Gloria Hooper, che dimostra il suo buon stato di forma, completando il rettilineo in 11”38; quarta Irene Siragusa in 11”56, settima Audrey Alloh  in 11”68 ed ottava Martina Amidei  in 11”73.

christoph-lemaitreImpressiona invece nella Seria A femminile di 100m Elaine Thompson, che da nuovo astro della velocità giamaicana, ha ingranato la quinta negli ultimi 50m, andando a beffare sull’arrivo l’america Gardner, prendendosi così la gara in 10”87, a 5 centesimi dalla miglior prestazione stagionale della Bowie.

Vittoria non facilissima neanche per Justin Gatlin, il quale ha avuto il suo da fare per far suoi i 100m. 9”93 il tempo dell’americano, davanti al 9”99 di un ottimo Jimmy Vicaut ed un sorprendente 9”94 di Aamer Webb, che un’ora e mezzo prima si era imposto sui 200m in 20”04, mettendo dietro personalità come Christophe Lemaitre e Trayvon Bromell; gran crescita quest’anno per Webb, che in questo inizio stagione ha abbassato sensibilmente i suoi personali. Sempre sui 200m buona l’uscita di Eseosa Desalu, con 20”86.

Carl Lewis potrà anche criticarlo, ma Greg Rutherford si dimostra sempre l’uomo da battere. Il rosso lunghista britannico infatti non sbaglia un colpo ed insacca l’ennesima vittoria, grazie ad un salto di 8,31m. Ci prova fino alla fine anche Marquise Goodwin, che fa 8,19m senza impensierire troppo Re Rutherford.

Continua la sua striscia vincente anche Caterine Ibarguen, dominatrice del salto triplo, che con 14,78m mette in fila tutte le altre. Rispettivamente nona e decima piazza per Dariya Derkach (13,69m) e Simona La Mantia (13,54m).

Doppietta greca nell’asta donne, dove si dividono il podio Katerina Stefanidi e Nikoleta Kiriakopoulou a 4,75m; 4,25m per Sonia Malavisi.

Caterine IbarguenTerza vittoria consecutiva al Golden Gala per Valerie Adams, (in ripresa dopo l’intervento chirurgico), che fa suo il lancio del peso, con cinque su sei lanci oltre i 19 metri: 19,46-18,95-19,69-19,63-19,52-19,56. Modesta la prestazione di Chiara Rosa, 16,61m per lei.

Si rifà vedere nella pedana del lancio del disco l’Hulk teutonico Robert Harting, che con 63,96m giunge terzo alle spalle di Robert Urbanek con 65 metri tondi ed il sudafricano Victor Hogan, 64,03m; 11° Federico Apolloni con 57,51m.

Il Sudafrica si è presa un’altra medaglia, questa volta d’oro, grazie a Sunette Viljoen: 61,95m per lei nel giavellotto, vittoria che ha tremato all’ultimo lancio della lettone Palameika , atterrato 3 centimetri dietro a quello della Viljoen. Non ancora in formissima la primatista del mondo Barbora Spotakova, fermatasi sotto i 60 metri.

Arriviamo quindi alla velocità con barriere, 110 hs e 400hs donne, dove erano presenti due azzurri per gara.

Nei 110hs maschili, si sono ben difesi Emanuele Abate (13”83) e Lorenzo Perini (13”90), i quali sono arrivati rispettivamente sesto e settimo in una gara funestata da ben due cadute (Dimitri Bascou e Yordan O’Farrill). Vittoria al cubano naturalizzato spagnolo Orlando Ortega, con 13”22, sette centesimi davanti a Pascal Martinot Lagarde.

400 ostacoli sfortunati invece per Marzia Caravelli, che purtroppo perde la ritmica al settimo ostacolo abbattendolo con le mani. La responsabilità azzurra passa quindi ad Ayomide Folorunso, che dimostra il buon stato di forma correndo 57”24. Gara alla giamaicana Janeive Russell in 53”96 (WL).

Portano il vessillo keniota le gare dei 1500m e 3000 siepi uomini. Nei 1500m, esce con baldanza sul finale Elijah Manangoi che con 3’33”96 si impone sul connazionale Biwott; ottimo 3’38”74 per Mohad Abdikadar, al primato stagionale.

Nei 3000 siepi invece lo scontro tra Conselus Kipruto e Jairus Birech si sblocca quando quest’ultimo cade sulla penultima barriera, permettendo così a Kipruto di andarsi a prendere la vittoria in 8’01”41, primato stagionale della specialità.

Passiamo infine alle 4×100 azzurre, che avevamo lasciato nelle prove del Silver Gala.

4x100Ottima prova della squadra assoluta maschile (Ferraro, Desalu, Manenti e Cattaneo) che finisce seconda con un buon 38”81, migliorabile con la crescita di condizione dei singoli atleti ma già confortante. Sesta La formazione azzurra under 20 (Pettorossi, Fornasari, Federici, Tortu) con 40”19. Record del Meeting per la formazione  femminile ucraina con 43”64; terza  l’Italia in 44”05 ( Draisci, Siragusa, Bongiorni e Hooper). Sesta, come per i maschi, l’Italia under 20 (44”95) con Dosso, Bonicalza, Niotta e Oki.

Appuntamento al prossimo anno, sempre sulla magica pista dell’Olimpico, nel segno dell’immortale ricordo per Pietro Mennea.

RISULTATI

Foto: Almaz Ayana, Gianmarco Tamberi (Daniele Dal Mas/TrackArena.com), Christoph Lemaitre, Caterine Ibarguen (Chiara Montesano/trackarena.com), Staffetta U20 e Assoluta (Giancarlo Colombo/FIDAL)

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