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michelecalviDoppio Titolo Italiano nelle Prove Multiple nel 2013 sia outdoor nel decathlon che indoor nell’heptathlon: Michele Calvi racconta il suo passaggio dal calcio all’atletica e della sua ultima, faticosa e “bollente” gara svolta a Milano per i campionati italiani assoluti. Ecco l’intervista che ha concesso ad atletipercaso.net


Ciao Michele, inizio chiedendoti come da ragazzo ti sei avvicinato all’atletica leggera nonostante tu praticassi calcio in una squadra importante come il Parma.

Ció è avvenuto grazie a mia sorella che praticava atletica e che mi ha trascinato in questo ambiente. Lei praticava il salto triplo e di conseguenza ho cominciato anche io ad allenarmi anche se lei ha smesso. Per un po’ di tempo mi sono dedicato a entrambi gli sport anche se poi a 12 anni  il calcio mi è venuto a noia e ho deciso di dedicarmi totalmente all’atletica.

E dall’atletica alle prove multiple?

Questo passaggio è avvenuto principalmente per gioco: quando ero primo anno cadetti il mio allenatore ha voluto farmi provare un pentathlon. Da questa gara abbiamo voluto provare anche gli anni successivi, è andata bene e di conseguenza abbiamo continuato per questa strada.

Come dimostrano anche le passate partecipazioni in nazionale (Campionati Europei U23 a Ostrava) e anche il secondo posto sui 60hs indoor, le corse a ostacoli sono una delle tue specialità di punta: hai mai pensato di abbandonare le multiple e di dedicarti interamente a quella disciplina?

Per quanto riguarda la partecipazione agli Europei di Ostrava avevo il minimo anche sul decathlon ma i risultati non mi avrebbero permesso di conquistare un buon piazzamento, e inoltre nel corso dell’anno avevo avuto un pó di problemi fisici a causa di microfratture. Decisi perció di provare i 110 dove potevo raggiungere la finale se avessi fatto il personale, che sfortunatamente non è arrivato. In realtà non ho mai pensato di abbandonare le prove multiple perché per riuscire a posizionarsi bene in competizioni internazionali bisogna ottenere dei tempi ben inferiori rispetto a quelli che ho conquistato. Abbinando invece un buon risultato sugli ostacoli assieme ad altrettanti buone prestazioni nelle altre specialità può dare ben altre possibilità.

michelecalviRitornando a parlare delle prove multiple, visti anche i recenti risultati sia sul decathlon che sui lanci in modo particolare, quale dei 3 che compongono il decathlon ti appassiona di più?

In questo periodo il giavellotto. Anche i recenti personali, i risultati positivi, e le sensazioni in allenamento lo confermano. Anche il disco mi piace e altrettanto il peso, è divertente!

Quest’anno ti sei trasferito da Reggio Emilia a Firenze insieme a Marco Ribolzi per allenarti con Riccardo Calcini: hai così rivoluzionato un pó il tuo ambiente di allenamento. Cosa è cambiato per te?

Sicuramente la metodologia di allenamento. Qui sto facendo lavori quasi totalmente diversi rispetto a quelli che facevo con il mio ex allenatore a Reggio e per ora sta andando bene.


Vittoria del titolo italiano quest’anno sia sull’heptathlon indoor che sul decathlon outdoor. A proposito di quest’ultimo, com’è stata la gara in tutti i termini?

La gara è stata molto dura per quanto riguarda le condizioni ambientali. È veramente difficile gareggiare con 38 gradi sotto la luce del sole. Se non altro 2 atleti si sono fatti del male (Ribolzi e Poletti) durante il riscaldamento nel salto con l’asta. Ho scritto anche una critica su Facebook, non un’offesa certamente, che spero sia arrivata a chi di dovere, nei confronti di chi ha organizzato il nostro orario di gare visto che una disciplina complicata come l’asta era stata posizionata ad un orario impensabile (12:30!). Nonostante tutto mi sono avvicinato al personale anche se con il mio allenatore speravamo di arrivare a 7700. Sfortunatamente si è presentato qualche intoppo (come solitamente succede) nel salto in alto, dove mi sono allontanato nettamente dal record personale a causa anche di qualche dolore ai tendini che non vuole andar via.

michelecalviLe prove multiple sono tra le specialità meno considerate rispetto alle altre gare individuali (opinione da te espressa a proposito della critica da te fatta e riguardante l’orario di svolgimento del salto con l’asta ai campionati italiani) nonostante il Decathlon e l’Heptathlon siano gare più durature rispetto a tutte le altre, nel quale le sorti della gara possono cambiare da un momento all’altro: puoi esprimere un’opinione a riguardo?

Sinceramente non lo so. Alcuni dicono che chi non riesce a distinguersi in una disciplina si dedica alle prove multiple, anche se secondo me non è vero. Potrei anche prendermi come esempio visto che quest’anno ho ottenuto anche dei podi nelle gare a ostacoli nonostante pratichi il decathlon, oppure possiamo vedere anche Roman Sebrle e Ashton Eaton, anche se il primo è stato e il secondo è il più forte nelle prove multiple; sicuramente qualcuno di loro se avesse gareggiato in discipline singole in Italia come il salto in lungo, i 400 o i 110 a ostacoli, avrebbe conquistato a mani basse il titolo italiano.

Questa poca considerazione delle prove multiple di conseguenza è una delle cause della poca partecipazione delle prove multiple?

Sicuramente! Infatti, se una cosa è poco conosciuta e considerata, pochi la fanno. Ad esempio:  se un posto è il più bello del mondo ma non lo conosci, sicuramente non ci vai proprio per questo motivo.

Ultima domanda (sperando che sia di buon asupicio): obiettivi per l’anno prossimo?

L’anno prossimo ci saranno gli europei a Zurigo e punterò sicuramente a quelli. Poi ci sono gli 8000 punti…

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1 commento

  1. Eleonora Calvi ha detto:

    Mitico Miky!! Sei un grande!!

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