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Il giovane Bob Heyes ( Jacksonville, USA, 20/12/1942 – Jacksonville, USA, 18/9/2002 ) è il classico ragazzo americano a cui piace giocare a football nella squadra scolastica, ( alla Matthew Gilbert High School), e correre come una scheggia da una parte all’altra del campo senza che nessuno possa inseguirlo o prenderlo o placcarlo, anche perché non essendo altissimo ( 1,83) è dotato di grande fisicità, agilità e forza.

Per questa sua propensione alla corsa molto veloce, viene subito notato e invitato a praticare l’atletica leggera, pur sempre in concomitanza con il football; ma accade un evento che cambierà la vita di Bob e lo farà allontanare ( per il momento) dalle corse a meta: giovanissimo stabilisce il nuovo record del mondo sulle 60 yarde con 5″9, primo uomo della storia a scendere sotto i 6″.

La strada si dimostra in discesa per Hayes che nel 1962, quindi ventenne, stabilisce il record del mondo sui 100 yarde con 9″2, eguaglia il record mondiale dei 200 yarde e corre la miglior prestazione mondiale stagionale dei 200 m e mancano soltanto due anni alle olimpiadi di Tokyo, che per il giovane Bob iniziano ad apparire sotto una luce più invitante e, tanto per attendere con serenità, nel 1963 abbassa ancora il record dei 100 yarde portandolo a 9″1 (record che durerà 11 anni).

Da molti viene considerato l’uomo più veloce di sempre, più veloce di Bolt. Continuando a leggere tenete sempre ben a mente che questi risultati risalgono a 50 anni fa  e che sono stati fatti su piste di terra battuta e con i limiti delle scarpe chiodate di quel tempo. Ed è per questo che si è conquistato il soprannome di “Bullet Bob” ovvero “Bob il proiettile“.

I giochi di Tokyo 1964 erano finalmente arrivati e Heyes viene schierato come punta di diamante della velocità statunitense, pronta a far man bassa di medaglie, soprattutto nella velocità.

Bob corre soltanto i 100 m come gara individuale e già in semifinale mette pone già un serio vincolo agli altri avversari per la corsa all’oro: 9″91, seppur ventoso; la cosa particolare di questo turno è che Heyes corse con scarpe chiodate prese in prestito e la corsia che occupava era stata rovinata dalla 20 km di marcia, si può avere tutti i ritrovati tecnologici più avanzati ma senza il talento non si va da nessuna parte.

In finale, Bob Heyes si ritrova a correre con avversari temibili come Enrique Figuerola e Harry Jerome ed è in una prima corsia fradicia di pioggia, ma non si fa impressionare o prendere dal panico. La partenza di Hayes è esplosiva e i suoi potenti passi lasciano il segno sulla pista in terra rossa; all’arrivo il cronometro segna il nuovo record del mondo di 10″06 che rimane tutt’ora il miglior risultato di sempre sulle piste non sintetiche ed esaminata sotto un profilo cronometrico, paragonandolo ai tempi attuali, la corsa verso il record del mondo di Hayes a Tokyo ’64 sarebbe decisamente in linea per essere adesso tra i migliori tempi mondiali, anche perché basta pensare ad una cosa: e se Hayes avesse potuto correre sullo sportflex?

 

 

Dopo che gli USA si sono portati a casa 100, 200 e 400 è l’ora di un altro importante vanto per l’atletica a stelle e strisce: la 4×100. La gara non sembra andare come dovrebbe perchè Drayton, Ashworth e Stebbins non eseguono cambi straordinari e quando il testimone arriva a Hayes gli USA sono due metri dietro ai francesi.

A quel punto Bob Hayes ingrana la quinta e vola sulla pista rossa, portando gli USA al record del mondo di 39″06, ma soprattutto, Hayes corre una frazione di 8″5 manuale e 7″8 se si considerano 100 yarde, è un tempo incredibile sempre ripensando alla tecnologia logistica a disposizione. Hayes si mette così al collo il secondo oro e l’appellativo di ” l’uomo più veloce del mondo”.

Purtroppo per il mondo dell’atletica, in quello stesso anno, Bob firma un contratto con i Dallas Cowboys, una squadra di football con cui vincerà il Super Bowl del 1972, stabilendo così un singolare primato statistico: l’unico atleta ad aver vinto un oro olimpico e un Super Bowl NFL. Hayes diventò ben presto lo spauracchio dei difensori avversari; era così imprendibile che le squadre iniziarono a giocare con una difesa a zona per cercare di contrastarlo.

 

 

Hayes conclude la carriera nel 1975 e purtroppo per lui, la vita inizia a peggiorare, ha problemi con l’alcool e nel 1979 viene condannato a 10 mesi di carcere per spaccio di stupefacenti; nel 2002, a causa di problemi renali e al fegato causati dall’abuso di alcool, Bullet Bob muore, nella sua città natale di  Jacksonville, il  18 settembre.

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14 Commenti

  1. Vito Incantalupo ha detto:

    Il football sta agli USA come il calcio sta all’Italia purtroppo…

  2. alessandro bacci ha detto:

    verissimo…( e tristissimo per noi )

  3. carlo gransinigh ha detto:

    sarebbe stato un ottimo avversario per bolt e gli altri velocisti di oggi…

  4. I marciatori non hanno mai consumato la pista, essi la accarezzano con l’armonia del loro passo.

  5. Simon97 ha detto:

    Davvero veloce e potente! Peccato per la brutta fine che ha fatto :\

  6. Paolo Vallarelli ha detto:

    Che bomba!! Se avrebbe corso ora sarebbe veramente l’uomo più veloce al mondo. Peccato x la sua fine!

  7. Alex Gamberuga ha detto:

    Bolt non avrebbe avuto scampo da un atleta di questo calibro… veramente se avesse corso su una pista in sportflex … altrochè il 9.58 di bolt!

  8. Martino ha detto:

    Purtroppo (per l’atletica) lui sarà andato dove gli conveniva di più economicamente. Inoltre perdersi è facile al giorno d’oggi, figuriamoci a quei tempi negli USA! Perdere grandi campioni è un attimo

  9. Francesco La Tegola ha detto:

    Lui era un vero campione…non quel buffone di Bolt!

    • Yassine Bajaddi ha detto:

      Bolt non é un buffone perché serve per fars pubblicità all’atletica e non é un caso che lui é l’atleta più famoso del mondo e dopo la sua apparizione é iniziata l’era d’oro dell’atletica.

  10. Vicio97 ha detto:

    Davvero tempi eccezionali! e poi 9’91 con scarpe chidate “prese in prestito”. Davvero un campione

  11. salek ha detto:

    Una grandissima carriera con un triste finale.

  12. yasso baja ha detto:

    Poteva chiudere meglio di così la sua carriera come ad esempio: atleta del suo calibro poteva fare l’allenatore.

  13. AndiM ha detto:

    Effettivamente non è stata una fine degna del suo appellativo… ma va beh, ognuno è artefice del proprio destino; rimane solo il rammarico…

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