I bollenti Mondiali di Doah ribolliscono di grandi prestazioni

Sono stati i primi Campionati Mondiali svolti in autunno quelli appena disputati a Doha. Nello stadio Khalifa, provvisto di un impianto di raffreddamento, ci sono state grandi prestazioni; fuori di esso, invece, gli atleti sono stati penalizzati moltissimo dal caldo. Infatti, nonostante la scelta di far iniziare le gare a serata inoltrata, nelle maratone e nelle gare di marcia sono stati numerosissimi i ritiri: nel caso della maratona femminile ben 28 su 68 partecipanti.

Come anticipato, in pista i giorni qatarioti hanno consegnato alla storia il record del mondo dei 400 hs: il 52”16 di Dalilah Muhammad (USA), che ha migliorato di 4 centesimi il suo stesso primato. Peraltro la giovanissima connazionale Sydney McLaughin l’ha seguita da vicino: 52”23 per lei. Anche l’altro record del mondo stabilito a Doha è a stelle e strisce: il 3’09”34 della nuova staffetta 4×400 mista.

Una delle frazioniste di questa 4×400 mista era Allyson Felix, che ha corso anche (in batteria) nella vincente 4×400 femminile statunitense: ora sono 13 le medaglie mondiali in carriera per lei.

Per quanto riguarda i colori azzurri, è stato emblematico il dialogo in diretta tra Luca Di Bella, Stefano Tilli ed il presidente Giomi. E’, sì, vero che l’Italia ha ottenuto una medaglia di bronzo con Eleonora Giorgi nei 50 km di marcia (4’29”13) e ottimi risultati nelle staffette, ma è ugualmente vero che dei numerosi atleti che avrebbero potuto raggiungere la finale gareggiando al livello del proprio stagionale, sono ben pochi quelli che lo hanno fatto. Bisognerà ragionare su questo dato e far sì che alla prossima grande rassegna gli atleti si esprimano al massimo, raggiungendo al momento giusto il picco di forma e gareggiando con la giusta preparazione mentale.

Approfondendo, dunque, l’accennato ottimo comportamento delle staffette: la 4×100 femminile di Johannelis Herrera Abreu, Gloria Hooper, Anna Bongiorni e Irene Siragusa arriva settima, correndo il record italiano di 42”90 in batteria. Record italiano anche per la 4×100 maschile (Federico Cattaneo, Marcell Jacobs, Davide Manenti e Filippo Tortu): 48”11 e primi esclusi dalla finale. Promosse anche le staffette del miglio, con le donne fuori dalla finale a causa di un tamponamento nel secondo cambio: 3’27”57 il tempo di Maria Benedicta Chigbolu, Giancarla Trevisan, Ayomide Folorunso e Raphaela Lukudo; infine, 3’02”78, sesto posto e record italiano ancora sfiorato per gli uomini (Davide Re, Vladimir Aceti, Matteo Galvan, Edoardo Scotti).

Il primatista italiano del giro di pista sfiora la finale nella gara individuale (44”89); la finale, invece, la raggiunge Claudio Michel Stecchi nel salto con l’asta, giunto ottavo saltando 5.75m in qualificazione e 5.70m il giorno dopo. Gianmarco Tamberi, reduce da infortunio, fa il possibile centrando la finale e saltando 2.29m in qualifica: poi ottavo in finale.
Fantastico il primato nazionale di Yeman Crippa: il 27′ 10”76 gli garantisce l’ottavo posto sui 10.000, dopo aver corso un deludente 5000.
Un altro risultato storico è quello di Filippo Tortu, che nei 100 metri centra la finale (10’07) . Peccato per Jacobs, che non corre sui suoi ritmi in semifinale (10”20), come Luminosa Bogliolo nei 100hs (13″02 dopo il 12″80 delle batterie). Sfortunato anche Leonardo Fabbri che rimane fuori dalla finale del getto del peso con 20.75 m.

Tra i momenti più alti della manifestazione è stata proprio la gara di getto del peso, dove si è arrivati a misure che non si lanciavano da anni. In 4 sopra i 22 metri con i primi tre in un solo centimetro! Con 22.91 m all’ultimo lancio l’americano Joe Kovacs conferma il titolo, ma dietro a lui si piazza il connazionale Ryan Crouser, che, sempre all’ultimo tentativo, lancia un centimetro in meno, relegando al bronzo l’australiano Tomas Walsh, amche lui 22.90m.

Doppietta inedita per l’olandese Sifan Hassan: domina i 1500m (3’51”93) e i 10.000m (30’17”62). Nei 1500 maschili la vittoria va, in 3’29”26, al keniano Timothy Cheruyot che abbandona il gruppo per evitare la gara tattica facendo la scelta giusta.

Nel salto in lungo maschile c’è una grande sorpresa: il jamaicano Tajay Gayle salta verso l’oro con 8.69m. Spaventosa ancora una volta la tedesca Malaika Mihambo nella gara femminile: 7.30m per lei, dopo aver rischiato di fermarsi prima della finale a otto. Grandissima anche Yulimar Rojas (Venezuela), che nel triplo arriva a sfiorare il record del mondo con 15.37m. Incredibile, in aggiunta, la 2001 ucraina Yaroslava Mahuchick, che salta 2.04m nel salto in alto, ma ovviamente ottiene solo l’ argento perché la vittoria va a Mariya Lasitskene (Kuchina) con la stessa misura.

Niente record del mondo sui 400 ostacoli maschili per il norvegese Karsten Warholm, e l’americano Rai Benjamin: 47”42 a 47”66 per il primo. Frizzantissima invece la finale dei 400 piani femminili: Salwa Eid Naser porta la medaglia d’oro in Bahrein con un sontuoso 48”14, e Shaunae Miller-Uibo, bahamense, è seconda in 48”37. Nella velocità un’ altra grande vittoria: la mamma Shelly Ann Fraser-Pryce stravince i 100m in 10”71. Invece, triste il fatto che il nuovo volto dei 100 metri maschili, Christian Coleman, abbia partecipato (e vinto in 9”76) nonostante i tre controlli antidoping saltati, seppur non nei 12 mesi che consentono la squalifica…

E’ stata uno spot per l’atletica la finale di salto con l’asta, con continui sorpassi tra i tre medagliati. La spunta Sam Kendricks (Stati Uniti) con 5.97m su Armand Duplantis, svedese, che salta la sua stessa misura ma con più errori, ed il polacco Piotr Lisek (5.87m). Spettaolare, inoltre, la sportività dei tre ragazzi ed il loro show post gara, con un “salto mortale” sincronizzato. C’è da riconoscere che in questo bellissimo sport il rispetto tra avversari è normalissimo, ed in ogni specialità si è assistito anche qui ai Campionati Mondiali a gesti di quotidiana sportività.

Nella foto: Eleonora Giorgi (Giancarlo Colombo/FIDAL)

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