La UK Athletics propone di cancellare tutti i Record Mondiali

Paula Radcliffe Il mondo dell’atletica è fragile in questo momento; lo scandalo doping ha fatto sì che la credibilità della regina degli sport calasse drasticamente. Sempre più casi di doping escono fuori e sempre più medaglie, titoli e primati vengono revocati.

Tutti si stanno domandando come uscire da questa situazione, come riuscire a risollevare uno sport che ha ancora molto da dare e che non ha bisogno di persone che per scopi personali avvelenino un mondo che dovrebbe essere puro.



La UK Athletics ha scritto un “Manifesto for Clean Sport“, un manifesto per uno sport pulito, una provocazione per aprire un dibattito. Si tratta di alcune richieste che renderebbero una maggiore trasparenza come un registro pubblico mantenuto dalla WADA in cui si possano vedere tutti i test anti doping effettuati dagli atleti; se non dovesse crearlo la WADA allora lo creeranno insieme la UK anti doping e la UK sports per la propria nazione. Si richiede inoltre una squalifica di 8 anni per chi fa uso di sostanze dopanti in modo da fargli perdere due Olimpiadi o di squalificarlo a vita, ma la proposta che fa più discutere è quella di cancellare tutti i Record Mondiali.

Guardando a ritroso il dubbio che molti dei WR stabiliti siano falsati sorge, sopratutto quelli stabiliti durante il periodo della Guerra Fredda in cui il doping era una pratica molto diffusa, basti pensare alle recenti dichiarazioni di Ria Stalman. Ma è davvero questa la soluzione?



In questo modo si vanno a colpire atleti puliti che sono riusciti a superare i propri limiti con fatica e sacrificio, si colpirebbero i colpevoli, anche se al momento abbiamo solo dei sospetti, ma anche e sopratutto gli innocenti. Paula Radcliffe si è immediatamente schierata contro questa volontà della UKA “Non sarò mai a favore di questa decisione perché so per certo che almeno uno di questi record è stato fatto da puliti (Detiene il WR nella maratona dal 2003 n.d.r), questo vuol dire che anche altri lo sono“.

Ed Warner, il Presidente della UKA, si dice contento di questa presa di posizione da parte della Radcliffe perché il suo intento era proprio quello di aprire un dibattito e provocare la IAAF  per trovare un modo per creare uno sport pulito.

Foto Getty Images

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