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MONDO : Boston apre una nuova straordinaria era

18/04/2011: una data che gli apposionati di corsa di tutto il mondo difficilmente scorderano.  Geoffrey Mutai e Moses Mosop hanno deciso che il record del mondo di 2h03’59” detenuto da Gebreselassie era troppo lento per i loro gusti, pertanto hanno divorato i 42.195m americani rispettivamente in 2h03’02” e 2h03’06”, una media stratosferica di 2’55” al Km.

Ma partiamo dall’inizio, dato che la giornata è stata ricchissima di emozioni anche nel dopo gara ed ha scatenato polemiche che terranno banco da qui ai prossimi mesi.

La maratona di Boston si conferma tra le  migliori al mondo per lista partenti: Mutai, uomo da 2h04′ alti (Rotterdam 2010). Gebremariam, il re di New York 2010. Robert Cheruiyot vincitore dell’edizione scorsa di Boston con il record del tracciato, Moses Mosop, debuttante ma con un personale di 59′ e rotti sulla mezza maratona, realizzato nelle strade italiane della Stramilano. Senza scordare la grande speranza bianca Ryan Hall, uomo da 2h06′ in maratona e 59’40” sulla mezza.

Sin dalle prime battute la gara si dimostra “frizzante”. Ryan Hall sembra un toro, non ha paura di nulla e tenta addirittura di andare in fuga. Sembra che stia facendo un fondo lento, invece il ritmo è già ben sopra i 20Km/h.

Dopo una lunga fase di studio la prima vera stilettata è lanciata dall’etiope Daba: uno scatto violento in stile ciclismo che taglia fuori dai giochi di vittoria numerosi atleti. Dopo questo segue l’allungo decisivo di Mutai, al quale resiste il solo Mosop. La gara si decide nell’ultimo chilometro, quando Mutai si riesce finalmente a scrollarsi di dosso Mosop tagliando per primo il traguardo. Il mondo sembra fermarsi, il pubblico e gli spettatori da casa restano pietrificati: 2h03’02”, il miglior crono di sempre. Dietro arrivano Mosop (2h03’06”) Gebremariam (2h04’53”) e uno stratosferico Ryan Hall (2h04’58”), miglior tempo di sempre per un bianco. Andate voi a spiegargli che nonostante quel tempo, che fino a 7-8 anni fa sarebbe stato record del mondo, non è riuscito a salire sul podio!! Pazzesco.

La gente è presa da un enorme entusiasmo. Le notizie su internet corrono ancor più veloce di Mutai. Su facebook i post che elogiano l’impresa sono numerossissimi. Sembra essere entrati in una nuova epoca per la maratona, dal medioevo al rinascimento.

Purtroppo dopo qualche ora lo stato di euforia viene spezzato, o quanto meno smorzato. Trapelano notizie che il record non verrà omologato. Ma come, il percorso di Boston è rimasto inalterato negli anni. Tra l’altro è pure pieno di strappi in salita, collinare si direbbe dalle nostre parti. Come mai non può essere record del mondo?

La risposta è presto data. Il dislivello tra partenza e arrivo è di 135m (a scendere). Il limite massimo di dislivello deve essere di 1 metro al Km, quindi 42m per omologare il risultato. Altro fattore decisivo è stato il vento: per pressochè l’intera durata della competizione, quest’ultimo ha soffiato a favore degli atleti ad una velocità di 20-25Km/h (circa 6 metri al secondo). Un vantaggio piuttosto consistente, se si considera che nei 100m per poter omologare il tempo dev’esserci un vento minore di 2m/s.

Quindi tutto in sospeso, almeno per ora. Anche se la scelta sembra ormai essere orientata verso il “non omologare”.

Tutto questo comunque toglie poco all’impresa eccezionale a cui abbiamo assistito. Un numero epico. Basti pensare che il miglior maratoneta italiano assieme a Baldini, vale a dire Gelindo Bordin, su quell’identico percorso corse in 2h08′, quindi ben 5 minuti più lento di Mutai. Incredibile.

Chiudiamo quindi con un grosso complimento a tutti coloro che han chiuso soddisfatti o meno la maratona di Boston e un ringraziamento ai fenomenali Keniani per le emozioni regalate.

Un consiglio a Mutai: a settembre presentati sul tracciato più veloce del mondo a Berlino e stampa un bel 2h02′, così metti d’accordo tutti quanti!

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