NEWS: Niente Rio 2016 per Oscar Pistorius, porte aperte per Tokyo 2020

Oscar PistoriusIl caso più eclatante che ha sconvolto l’Atletica Leggera si concluso con cinque anni di reclusione per Oscar Pistorius, reo di aver ucciso a colpi di pistola la fidanzata Reeva Steenkamp, la notte tra il 12 e 13 Febbraio. Blade Runner, come è soprannominato il corridore paralimpico Sudafricano, sconterà un periodo di pena in carcere, tra i 10 ed i 20 mesi, per poi passare il resto agli arresti domiciliari.

Subito dopo la sentenza, il Comitato Paralimpico ha subito preso in mano il futuro dall’accaduto, negando a Pistorius la possibilità di gareggiare alle Olimpiadi di Rio 2016, escludendolo dalle competizioni fino al 2019, in linea con la condanna definitiva, che comunque specifica un “massimo di cinque anni“, non escludendo quindi sconti alla pena. Questo allontanamento dalla pista fino al 2019 non potrà però impedire a Oscar Pistorius di difendere i colori del Sud Africa alle Olimpiadi di Tokyo 2020, quando, il velocista, avrebbe 34 anni.

Questo fatto ha lasciato quindi un alone di dubbio sul ritorno di Oscar Pistorius: sarà il benvenuto anche dopo aver pagato il prezzo con la giustizia?

Questa domanda è stata posta sulla base del fatto che, oltre il tragico accaduto, Pistorius è stato un faro di speranza per molti ragazzi e ragazze disabili, combattendo sempre in prima linea per riuscire a competere con atleti normodotati, vincendo sei titoli Paralimpici ed un posto nella staffetta 4×400 ai Giochi di Londra.


Il CIO e la IAAF hanno preso le distanze dal Comitato Paralimpico Internazionale. Un portavoce del CIO ha dichiarato:  “Prendiamo atto della decisione della corte. Si tratta di una tragedia umana per la famiglia di Reeva Steenkamp e anche per Oscar Pistorius. Ci auguriamo vivamente che il tempo porterà conforto a tutti gli interessati, ma in questa fase non abbiamo ulteriori commenti da fare. ”

Molto più drastici sono stati gli organizzatori della tappa Diamond League di Bruxelles, che hanno dichiarato l’impossibilità che Pistorius venga invitato, in futuro, a partecipare al Meeting belga, dopo i fatti di venti mesi fa.

Le regole dell’IPC ( International Paralympic Committee) sono chiare:  “un atleta non deve essere squalificato o in sospensione o in altra sanzione che colpisce il suo status”. 

Su questa base, l’avvocato sportivo Daniel Geey ha concluso che la natura ampissima della clausola dell’IPC ha il potere di privare Pistorius delle competizioni fino al 2019, dato che la sentenza è stata emessa dal tribunale Sud Africano, e quindi in perfetta regola con la linea di condotta descritta dal Comitato, anche nel caso in cui la pena venisse ridotta.

Infine, il caos mediatico, come se non ce ne fosse stato abbastanza, è stato “concluso” da Craig Spence, un portavoce IPC,  il quale ha detto alla BBC: “Indipendentemente dal fatto che Oscar torni o no, il movimento paralimpico va sempre più rafforzandosi. Ha fatto tanto per il movimento paralimpico quando ha debuttato ad Atene nel 2004, ma a Londra 2012 ha mostrato al mondo che il movimento paralimpico non è composto da un atleta ma da un mondo. ”

Non ci resta quindi che attendere e stare a vedere, una volta che la giustizia e la burocrazia avranno fatto il suo corso, se Blade Runner tornerà a correre, anche se sulla propria immagine sarà a quel punto calato uno sguardo del tutto diverso da parte del mondo sportivo e non.

Foto ANSA

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