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IAAFFFFCome ogni anno, la IAAF indice a Monaco il suo personalissimo Gran Galà, in cui premia i suoi campioni, che hanno dato lustro all’annata 2014, annata effettivamente molto fruttuosa di risultati seppur senza grandissime manifestazioni.

Con la mancanza di Usain Bolt che nelle ultime edizioni ha fatto a dir poco da padrone, la corona del re verrà assegnata tra quattro europei, un asiatico, due americani e tre africani.

Come in pedana, inverosimilmente si daranno battaglia ancora una volta Mutaz Essa Barshim e Bohdan Bondarenko, che hanno dato vita forse alla più grande stagione del salto in alto che si ricordi, perchè anche se è mancato il record del mondo lo spettacolo c’è sempre stato, con Barshim capace di raggiungere i 2,43 e Bondarenko i 2,42. C’è anche chi il record del mondo l’ha fatto tra gli uomini, ovvero: “sa Majestè” Renaud Lavillenie, capace di scalzare Sergey Bubka dalla lista dei primati (indoor), raggiungendo i 6,16, Yohann Diniz, marciatore sempre francese, classe ’78 che quest’anno ha vinto per la terza volta consecutiva i campionati europei col nuovo limite mondiale di 3h32’33” sui 50km, ed infine il freschissimo recordman keniano Dennis Kipruto Kimetto capace di correre la maratona in 2h02″57, primo a correre sotto le due ore e tre minuti.

Chi ha vissuto una stagione da padroni sono stati anche Justin Gatlin (100-200) e il connazionale LaShawn Merritt (400), i quali si sono spartiti tutta la velocità, specialmente in assenza di Bolt, Blake e di uno sporadico Kirani James. Dal mezzofondo invece il ruggito africano l’ha fatto sentire di nuovo Nijel Amos, che dopo un anno di allontanamento dalle piste è tornato in formissima per gli 800, battendo più volte un Rudisha ancora in ripresa; a far compagnia ad Amos c’è il siepista Jairus Birech, praticamente incontrastato durante tutto l’anno.

Chiude quindi le fila maschili l’Hulk discobolo teutonico Robert Harting, sempre vincente per tutta la stagione e frenato solo a competizioni concluse per una operazione al ginocchio.

Per il posto di regina dell’atletica mondiale 2014, le primatiste mondiali in fila per la corona sono due: Genzebe DibabaAnita Włodarczyk; la prima che è esplosa durante la stagione indoor con i record nei 1500 ( 3’55″17) e dei 3000 (8’16″60) ma poi si è un po “adagiata” nelle uscite all’aperto, la seconda invece si è riconquistata dopo tre anni il primato nel lancio del martello superatogli nel 2011 da Betty Heidler, lanciando a 79,58 il 31 agosto a Berlino.

Svettano quindi due nomi di grandi veterani delle pedane mondiali, le lanciatrici Valerie Adams e Barbora Spotakova. Adams credo non si ricordi nemmeno più quando è stata battuta l’ultima volta nel suo lancio del peso, ma in questo momento è ferma per un problema insorto durante il riscaldamento per la IAAF Continental Cup, unica gara a cui non ha potuto prendere parte durante la stagione. Barbora Spotakova è tornata invece dopo la maternità e continua a vincere con grande autorità seppur lontana ancora da quei 72,28 del suo record mondiale.

La velocità è rappresentata in primis da Dafne Schippers, la rivelazione dell’anno nonché donna degli ultimi europei, con 11″03 nei 100 e 22″03 nei 200, tempi stratosferici per una ragazza classe ’92. Lo sprint lungo presenta  Francena McCorory e Kaliese Spencer. McCorory quest’anno ha avuto grande ribalta nei  400, soprattutto con la doppietta 400 – 4×400  ai mondiali indoor di Sopot, gare in cui l’argento è andato, in entrambi i casi proprio alla Spencer, la quale si dedica soprattutto ai 400 hs, in cui ha avuto una bella e prosperosa stagione. Tra le candidate svetta anche il nome della trentenne Dawn Harper, veterana dei 100 hs, dei quali guida la fila internazionale con 12″44, corso a Saint Denis il 5 luglio.

Chiudono quindi la lista delle papabili reginette la “quasi” imbattibile croata del lancio del disco Sandra Perkovic, signora incontrastata della Diamond League e Caterine Ibarguen, che quest’anno ha fatto rivivere i grandi risultati del triplo mondiale, con 15,31 , salto che non si vedeva da un po di tempo a questa parte.

Non ci resta quindi che aspettare le incoronazioni!

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