NEWS: Swapna Barman, l’eptatleta indiana con 12 dita

Swapna BarmanPer distrarci un po’ da doping e omicidi vi raccontiamo la storia di una atleta che non riesce a comprare delle chiodate che le permettano di fare atletica senza dolore.

Stiamo parlando di Swapna Barman, atleta indiana balzata sulle pagine dei giornali di tutto il mondo per la sua particolarità fisica, ovvero la presenza di un dito in più su entrambi i piedi.

Swapna è nata così, e nonostante le difficoltà derivanti dallo schiacciamento delle dita all’interno di scarpe non certo accomodanti, è riuscita comunque a coltivare il suo sogno e a partecipare ai recenti Giochi Asiatici, classificandosi addirittura quinta nell’eptathlon.



Lei ci racconta che “Anche dopo tutti questi anni, sento ancora dolore quando metto le scarpe, […] un dolore che peggiora durante le gare di corsa. Cerco sempre di trovare una posizione comoda, ma le dita si contorcono sotto la pressione”.

Qualche azienda locale ha provato a fornirle delle scarpe adatte a contenere comodamente le dita in più, tuttavia la qualità non era abbastanza buona da permetterle di mantenere le prestazioni allo stesso livello. Purtroppo richiedere scarpe personalizzate di qualità, considerando che ne servirebbero almeno 5 per completare tutte e sette le discipline dell’eptathlon, costerebbe 56.000 rupie, ovvero circa 700€, cifra che al momento non si può assolutamente permettere.

Per ora Swapna non può fare altro che stringere i denti mentre corre, sperando che prima o poi una delle migliori aziende del mercato possa aiutarla a risolvere il suo problema a 12 dita.

Foto AP Photo/Anil Dayal

3 commenti su “NEWS: Swapna Barman, l’eptatleta indiana con 12 dita

  1. incredibile come riesca a praticare sport e addirittura con buoni risultati.. deve avere una forza di volontà pazzesca! speriamo che qualcuno la aiuti 🙂

  2. Certo che è una bella difficoltà trovare delle scarpe adatte! Non é nemmeno giusto che scarpe personalizzate le verrebbero a costare una cifra così alta… Così le precludono una possibilità di “riscossa” sociale

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