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williamfrullaniSono passati esattamente due mesi dalla notizia che aveva dato un pugno nello stomaco a tutti gli appassionati italiani di prove multiple: la positività ad un controllo anti-doping alle Olimpiadi Invernali di Sochi del bobbista William Frullani, ex decatleta ma ancora attuale primatista italiano dell’Eptathlon Indoor.

L’atleta toscano questa mattina ha pubblicato uno status sul suo profilo Facebook con cui rompe il suo silenzio stampa per aggiornare i suoi seguaci con gli sviluppi della vicenda. Di seguito la trascrizione integrale:

“Ciao, vi racconto cosa è accaduto a Sochi e come sta procedendo la storia. Al rientro in Italia ho consegnato i miei integratori al laboratorio di ricerca dell’Università di Torino per essere analizzati. Gli esami hanno individuato la sostanza che mi ha fatto risultare positivo (dimetilpentilamina) in un integratore che assumevo a fine allenamento – il test risale alla mattina del 18/02, 5 giorni prima della gara, per cui mi stavo ancora allenando.

La sostanza in questione non era in etichetta (altrimenti non avrei mai acquistato l’integratore), ed era quindi illegalmente presente nelle compresse. L’uso della dimetilpentilamina all’interno degli integratori è illecito e vietato ovunque. Avvierò una causa civile e penale contro l’azienda che ha prodotto l’integratore: si tratta di un noto marchio del settore, regolarmente presente sul mercato italiano, che testa e certifica lavorazione, purezza e qualità dei suoi prodotti. L’azienda è già stata segnalata alle autorità competenti in materia di antisofisticazione.

A Sochi siamo stati in 3 a risultare positivi a questa sostanza, tutti a causa di integratori. Non mi stancherò mai di ringraziare tutti gli amici che mi hanno scritto e chiamato: solo allenamento e fatica appartengono al mio modo di vivere lo sport. Mi rivolgo ugualmente, con una semplice domanda, a coloro che mi hanno accusato di volontarietà: a cosa servirebbe assumere uno stimolante a una settimana dalla gara? A niente.

Riporto alcuni estratti dai principali giornali del giorno successivo alla notizia. Premetto che l’unico comunicato ufficiale è stato quello del Coni che si è limitato a riportare la notizia della positività e il mio ritiro dalla squadra. Sono articoli improvvisati sull’ignoranza dei fatti e della materia: tutto ciò che leggerete sono falsità, illazioni, diffamazioni o gravi accuse da parte dei relativi giornalisti.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (Stefano Arcobelli, Jacopo Gerna): “Dentro il bob a quattro d’Italia c’era un frenatore positivo: W.F. lo aveva nascosto ai compagni, ai medici, a tutti. Aveva agito silenziosamente, ma è stato smascherato nel momento fatale”. I due novellieri continuano con una serie di notizie inventate.

LA REPUBBLICA (Mattia Chiusano): “Si è dedicato al bob e all’acquisto su internet di pozioni magiche. Integratori adulterati per spingere meglio e non finire tra gli ultimi…”, “…intrugli…”,“…va a caccia di sette integratori alimentari che promettono miracoli e guaranà. Privi di certificazione medica…”, “…trovando un composto nel quale era presente pure il guaranà. Un doping alla buona…”, “Adrenalina, stimolanti: un cortocircuito micidiale…era disposto a tutto, non si era capito fino a che punto”.

CORRIERE DELLO SPORT (Marco Evangelisti) “L’hanno scacciato dal villaggio olimpico, abbandonandolo come un orfano nei romanzi di Dickens. Ieri notte ha dormito dove ha potuto…” In realtà ho dormito nel villaggio olimpico costiero ed il Coni mi ha dato tutta l’assistenza necessaria per le controanalisi, la presentazione della mia difesa davanti al Cio ed il rientro in Italia.

LA STAMPA (Paolo Brusorio), LIBERO (Giampiero De Chiara) e il TG1 hanno parlato direttamente di acquisto di stimolanti.”

Non è per nulla velata la critica ai media che hanno romanzato sicuramente oltre il dovuto sulla notizia giunta dalla Russia.

Per evitare di incorrere nello stesso errore abbiamo prontamente contattato Frullani per potergli fare qualche ulteriore domanda alle quali ha risposto senza nessun problema.

Ciao William, ho letto il tuo post su Facebook in cui dici che hai fatto analizzare l’integratore ed è risultato contaminato come avevi già ipotizzato nei giorni successivi alla notizia della positività. Ora quando potrai dire la tua davanti alla commissione anti-doping?

“Purtroppo non lo ancora, sono in attesa della convocazione. Sono nuovo dell’argomento”

Come mai avevi scelto quell’integratore? Te l’aveva consigliato qualcuno? Era solo la tua confezione ad essere contaminata o tutte quelle prodotte da quell’azienda?

“Non è un integratore speciale o particolare, al contrario, lo producono molte aziende. Gli ingredienti sono comunissimi. Se è contaminato solo il lotto da cui deriva il mio o anche altri lotti o prodotti dell’azienda lo stabiliranno le indagini”

Quindi hai semplicemente scelto la marca sbagliata

“Sì, anche se sulla carta non lo era per niente, altrimenti non l’avrei scelta. E’ un grosso marchio del settore”

Era il primo Controllo che hai ricevuto da quando hai iniziato ad usare quell’integratore?

“La confezione l’avevo aperta da 10 giorni, però a novembre avevo già utilizzato lo stesso integratore, un’altra confezione, ed ero stato sottoposto a un controllo dopo una gara di Coppa del Mondo a Calgary, ovviamente con risultato negativo”.

Ringraziamo William per la disponibilità e attendiamo impazienti gli sviluppi della vicenda.

Foto Lorenzo Sampaolo

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3 Commenti

  1. Esther Ribezzo ha detto:

    forza William !! siamo con te, chi ha sbagliato è giusto che paghi!

  2. Andrea Cocchi ha detto:

    Dai William tieni duro! La verità verrà a galla! Mi dispiace che dopo tanto lavoro non sei riuscito a coronare il sogno di una discesa olimpica! Cmq le federazioni dovrebbero seguire di più i loro atleti sopratutto di questa caratura! Sono loro che dovrebbero prendersi cura nel seguire gli atleti nell’alimentazione e nell’integrazione!

  3. marco falessi ha detto:

    bisogna dire il nome dell’azienda
    per evitare che altri atleti si ritrovino
    nelle stesse condizioni

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