DOPING : Nuovi metodi di analisi del CIO per i test di Torino 2006

torino2006Vi ricordate le Olimpiadi Invernali di Torino? Sono passati quasi otto anni da quell’evento di grande portata che ha coinvolto le aree limitrofe al capoluogo piemontese nel 2006. E, badate bene, otto non è un numero a caso, perchè è proprio di otto anni l’arco di tempo successivo ad una manifestazione sportiva in cui è possibile ri-esaminare i campioni congelati dei test antidoping fatti in occasione dell’evento e, in caso di positività, infliggere la squalifica all’atleta in questione.

Il CIO (Comitato Internazionale Olimpico) nei prossimi giorni andrà ad esaminare con nuovi metodi di analisi le provette congelate prelevate durante i test nelle Olimpiadi invernali italiane, così come aveva fatto in occasione delle Olimpiadi di Atene 2004: stesso procedimento, ossia ri-analisi dei campioni. Risultato degli esami sulle prove della rassegna greca? Cinque atleti positivi.

Secondo una televisione tedesca i laboratori di Colonia e Mosca, usando nuovi metodi di analisi, avrebbero trovato traccia di steroidi anabolizzanti in centinaia di campioni di urina. Ancora non è chiaro quali siano gli atleti e quali gli sport coinvolti.

Arne Ljungqvist, capo della commissione medica del CIO, afferma: “Questo caso è un buon esempio della necessità di eseguire prove ripetute sui campioni presi in occasione delle Olimpiadi”. L’Agenzia Anti-Doping tedesca (NADA) nel frattempo assicura che nessuno dei risultati positivi fra i test che essa ha autorizzato dalla fine dello scorso anno coinvolge atleti tedeschi, aggiungendo, inoltre, che comincierà a ri-testare i campioni più vecchi con i nuovi metodi.

Si legge in una nota della stessa stessa agenzia: “Dalla fine del 2012 la NADA ha testato più di 3.500 campioni utilizzando metodi raffinati. Tutte le prove degli atleti tedeschi sono risultate negative.” Si aggiunge: “La NADA prevede inoltre di ri-analizzare i campioni di sport e discipline selezionate che sono stati conservati per un periodo di tempo più lungo”.

Non ci resta che aspettare le ulteriori analisi dei test “congelati” fra le nevi di Torino sperando che queste nuove tecniche servano a scoprire anche i furbi dell’atletica.

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