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Alessia TrostI Campionati Europei U23 appena conclusi sono stati, per molti atleti, la rassegna più importante della stagione.
Siamo abituati a vedere queste competizioni dall’esterno, senza sapere cosa pensano gli atleti, le loro emozioni, la loro preparazione, i rituali e tutte quelle piccole cose che fanno parte delle gare.
Per questo ho deciso di provare a ricostruire un Campionato Europeo partendo dal punto di vista dei protagonisti.


Per alcuni di loro si è trattato dell‘ultimo Campionato giovanile, come per Irene Siragusa; ”E’ sempre un dispiacere pensare che è l’ultima trasferta giovanile -afferma- perché ti fa pensare “oddio sono vecchia e devo pensare a qualcosa di più serio”.
Per altri invece è stato il primo, come per Martina Favaretto che a inizio anno non avrebbe mai creduto di riuscire a partecipare a questa manifestazione, e per di più tornare a casa con una medaglia d’argento!

Prima di una manifestazione importante ogni atleta passa un periodo di preparazione più o meno lungo in cui si concentra su determinati aspetti della propria gara; per i saltatori in alto è il momento di affinare la propria tecnica. Alessia Trost sta lavorando incessantemente sul proprio approccio di salto dall’inizio della stagione in previsione dei Mondiali di Pechino, il suo obbiettivo stagionale, così come Eugenio Meloni che, come afferma: ” Questo anno mi sono dedicato per la prima volta all’atletica come attività principale. Una volta ottenuto il minimo il mio allenatore Giuliano Corradi è riuscito a farmi finalizzare il lavoro per arrivare nella miglior forma possibile all’appuntamento e così è stato. L’aspetto su cui abbiamo posto maggiormente attenzione, che è anche quello che mi ha permesso da due mesi a questa parte di ottenere un notevole incremento di risultati è stato sicuramente quello tecnico.

Martina FavarettoUn aspetto interessante degli atleti sono i “rituali” di preparazione, quei gesti superstizioni che una persona segue più o meno inconsciamente prima di un evento importante. C’è chi inizia a parlare e non riesce più a smettere, come Irene Siragusa, che preferisce correre con i capelli legati in un’unica treccia come Martina Favaretto e chi invece, come Giovanni Galbieri, vuole correre solo con materiale nuovo addosso e lucida le scarpe nonostante siano nuove. Altri invece non hanno un particolare rituale ma pensano alla strategia da usare, oppure si incitano durante la corsa come Johanelis Herrera.

Il momento della gara è la parte più bella e più brutta allo stesso tempo, quella in cui si provano tutte le emozioni più forti, in cui l’ansia si mischia all’esaltazione. Alcuni di questi atleti avevano già gareggiato in questa e avevano già vinto una medaglia, sto parlando di Anna Bongiorni e ancora di Irene Siragusa che quattro anni fa conquistarono la medaglia d’argento con la staffetta 4×100 sempre a Tallin. Entrambe affermano di aver voluto questo risultato, di averci creduto fino alla fine ed è arrivato grazie al grande affiatamento tra le quattro componenti.

Lorenzo Perini invece era salito sul podio durante gli Europei di due anni fa, a Rieti, e questa volta ha replicato l’impresa ma una cosa era diversa: “L’atmosfera era molto simile e l’aria di competizione si respirava a pieni polmoni e ciascuno di noi era carico di adrenalina e determinato a dare il meglio di se. A Rieti però si giocava in casa, consequenzialmente, per questioni geografiche, il tifo italiano era davvero spettacolare“.

E poi c’è un ragazzo che ha un nemico particolare, suo fratello. Osama e Ala Zoghlami sono ormai abituati a competere tra di loro anche se in gara fa un certo effetto ma, come afferma Osama, “in gara siamo pur sempre avversari fino alla linea del traguardo!“.

Mohad Abdikadar, chi ha visto la gara se lo ricorderà sicuramente, ha deciso di salire subito in testa al gruppo per evitare le spintonate, perché, “quando la gara è lenta – afferma – si prendono tante botte e a volte possiamo rischiare di cadere.”

Yassine Rachik ha ricevuto la cittadinanza italiana neanche un mese fa ed ha subito voluto onorare la maglia azzurra vincendo una medaglia di bronzo. “Per me vuol dire tanto anche perché da qualche parte dovevo iniziare a rappresentare il paese dove sono cresciuto” dichiara.

Tutti questi atleti hanno vinto una medaglia, che è sicuramente un ricordo bellissimo e molto importante, ma dal primo all’ultimo hanno concordato su una cosa: il ricordo più bello di questa trasferta è stato lo spirito di squadra.


Oltre alla medaglia ricorderò lo spirito di squadra, ricorderò l’aver perso la voce per incitare e fare il tifo ai miei compagni, ricorderò la squadra unitissima a cantare per due volte l’inno a squarciagola con i lucciconi agli occhi.”  Anna Bongiorni.

In questo europeo ho capito veramente tanto anche perché per me era la prima esperienza e penso che mi farà crescere, non solo come persona, ma anche come atleta. Penso di aver tanto da imparare.” Yassine Rachik.

È stata una bellissima trasferta, credo una delle migliori trasferte che abbia mai fatto. Quando un’atleta gareggiava tutti gli altri tifavano per lui, e questa è una cosa bellissima, poi quando un atleta vinceva una medaglia, tutti andavamo ad abbracciarlo.
Il ricordo più bello è stato quando tutti e tre noi 1500centisti siamo andati in finale. Perché credo che negli ultimi anni nessuno sia andato in finale, vedere tre azzurri in finale è stata la cosa più bella. Mohad Abdikadar.

Sicuramente ricorderò la squadra, un bellissimo team che ha reso queste gare decisamente piacevoli. Ricorderò l’atmosfera delle gare giovanili.Alessia Trost

Questo è stato il mio secondo Europeo e la cosa che più mi ricorderò sarà la grande presenza del mio allenatore e il legame con i compagni di squadra!! Mi sono trovato benissimo eravamo tutti insieme a fare il tifo per i nostri compagni!! Una vera SQUADRA!!Osama Zoghlami

Lorenzo PeriniOltre alla medaglia mi sono portato via una trama di relazioni davvero forti, come mai mi era capitato nelle altre trasferte, ci siamo rivelati una vera squadra, pronti a consolarci e complimentarci l’un l’altro con lo stesso trasporto…dunque certamente questo, un’esperienza bellissima che va oltre il semplice aspetto agonistico.” Eugenio Meloni.

Mi ricorderò la bellissima intesa e collaborazione che ho avuto con tutti i componenti della nazionale. Ci siamo supportati l’uno con l’altro, sia in momenti di felicità che di delusione, diventando quasi un’unica famiglia. E’ stata una delle trasferte più belle che abbia mai fatto, ed è sopratutto grazie ai miei splendidi compagni di “avventure”Lorenzo Perini.

Sicuramente ricorderò il rapporto che si è creato con le mie compagne di staffetta, eravamo davvero tanto affiatate e penso che questo ci abbia sicuramente aiutato poi in gara.Johanelis Herrera.

Oltre alla medaglia e all’inno che non dimenticherò mai, mi porterò dentro la felicità e i complimenti che ho ricevuto da tutta la squadra dopo la vittoria. Sono stati tutti gentilissimi con me, quando sul podio suonava l’inno si sentivano solo loro. Mi sento di dirgli grazie di cuore perché sono stati semplicemente fantastici!!Giovanni Galbieri.

Di questo europeo porto a casa, oltre ad un’indimenticabile esperienza dal punto di vista atletico, anche l’immagine di una squadra molto unita in tutte le sue componenti.
Un grazie a tutti i miei compagni di squadra e allo staff tecnico!Martina Favaretto.

Un bel clima di squadra perché nonostante fossi una delle più grandi ho conosciuto gente più piccola che si è impegnata veramente tanto. E poi a sorpresa la prima sera quando abbiamo fatto la riunione hanno nominato Alessia Trost come capitana, come è sempre stato, e a sorpresa hanno nominato me e Davide Re co-capitani.Irene Siragusa.

 

Nella foto: Alessia Trost e Martina Favaretto ( Chiara Montesano, Atletipercaso.net)

 

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1 commento

  1. monica ha detto:

    E’ bello che in uno sport prevalentemente individuale si avverta questo spirito di squadra “nazionale”, una volta tanto!!

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